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Riorganizzazione aziendale: cambia volto alla tua impresa

By 22 Dicembre 2020Gennaio 19th, 2021Blog

La riorganizzazione, o meglio conosciuta come “ristrutturazione aziendale”, è un processo in cui un’azienda compie una revisione della sua attuale strategia.

Generalmente, le aziende hanno bisogno di una riorganizzazione aziendale, quando:
– intendono colmare i loro gap finanziari
– stanno costruendo un nuovo asset proprietario
– è in corso un cambiamento strutturale dell’azienda.

INDICE:
1. Riorganizzazione aziendale: significato
2. Il piano di riorganizzazione aziendale
3. Le fasi di una riorganizzazione aziendale
4. Tipologie di ristrutturazione aziendale
5. Vantaggi e svantaggi
6. Licenziamento per riorganizzazione aziendale
7. Covid e post-Covid: come riorganizzare le imprese
8. Conclusioni

 

 

Riorganizzazione aziendale: significato

Quando un’impresa si riorganizza, generalmente cambia la sua struttura fiscale aziendale. Oltre a una modifica della struttura fiscale, le aziende che si riorganizzano possono cambiare le loro strategie di marketing, il personale, i prodotti o i servizi o la ragione sociale.

Riorganizzare l’attività significa quindi comprendere i segnali di pericolo cui l’azienda si trova ad affrontare. Una ristrutturazione aziendale di successo può comportare maggiori profitti, efficienza operativa e rimborso del debito. Tuttavia, gli sforzi di riorganizzazione aziendale non sempre funzionano. Una riorganizzazione inefficace può portare al fallimento. E le aziende che subiscono una riorganizzazione fallimentare potrebbero essere liquidate.

 

 

Piano di riorganizzazione aziendale

Se ti trovi a dover superare una crisi ti starai cimentando a individuare un piano di ristrutturazione o di risanamento aziendale.

Questo progetto si sostanzia in un business plan con la finalità di procedere al risanamento gestionale di una società.

 

 

Fasi di una riorganizzazione aziendale

Le tre principali fasi cui è fondamentale seguire per creare un piano di ristrutturazione aziendale sono:

1. Analisi.
La valutazione aziendale è importante per cercare le cause che hanno portato alla crisi. Qual è stato l’evento che ha segnato il cambiamento per il tuo business?

2. Strategia.
Scegliere la strategia da seguire con l’obiettivo di rendere più produttiva l’azienda è una buona soluzione per far risalire le sorti dell’azienda. Tra le azioni concrete più utili vi è certamene quella di intervenire sulla comunicazione interna, migliorando il rapporto con i dipendenti e il grado di coinvolgimento nelle decisioni organizzative. Oppure la soluzione è optare per l’ampliamento in rete dell’azienda, magari con un nuovo sito web che permette di aumentare il contatto con nuovi clienti.

3. Azione.
Mettere in pratica il piano di risanamento con le azioni giuste è fondamentale. Le regole d’oro in questa fase sono la costanza e la determinazione ma soprattutto, rispettare le date e le scadenze prefissate. Questa è certamente la parte più importante del piano, che porterà i risultati desiderati.

 

 

Tipologie di ristrutturazione aziendale

Le riorganizzazioni possono essere volontarie o obbligatorie, a seconda delle circostanze. Nello specifico esistono una serie di ragioni per cui un’azienda potrebbe subire una riorganizzazione.

Le tre tipologie più comuni di ristrutturazione includono:
1. Identità o management
2. Fallimento
3. Fusioni e acquisizioni

Identità o management

Spesso un’azienda potrebbe decidere volontariamente di riorganizzarsi. Un’azienda può scegliere di riorganizzarsi per aumentare i profitti. La riorganizzazione dell’identità o del management si verifica quando un’azienda aggiorna elementi come il nome, la dichiarazione di intenti, le offerte e le operazioni. Eseguendo questo tipo di riorganizzazione, è possibile apportare modifiche al personale. La modifica della strategia e delle operazioni aziendali può comportare un aumento delle prestazioni. Ma potrebbe anche generare confusione ai clienti dell’azienda. E’ infatti opportuno, prima di mutare l’identità aziendale, condurre un’analisi dei rischi per determinare se ne vale veramente la pena.

Fallimento

Le aziende con procedure di fallimento possono optare per la riorganizzazione. Infatti le imprese che subiscono questo tipo di riorganizzazione iniziano dichiarando fallimento, tuttavia l’azienda continua a operare nel tempo. La riorganizzazione del fallimento estende la vita operativa di un’impresa attraverso la ristrutturazione finanziaria. L’azienda pertanto può anche cambiare altre strategie, come marketing, gestione o mission aziendale.

E’ bene però, in riferimento a tale contesto distinguere la riorganizzazione dalla liquidazione.
La liquidazione è una procedura attraverso la quale l’azienda cessa la propria attività produttiva o commerciale e trasforma il proprio patrimonio in denaro, estingue i debiti sociali e l’eventuale residuo attivo viene diviso tra i soci.

Attraverso la riorganizzazione del fallimento, c’è la speranza che l’attività continui a funzionare con successo. Di conseguenza, l’azienda è ancora obbligata a saldare i propri debiti. D’altra parte, la liquidazione degli affari cancella molti debiti personali e commerciali.

Fusioni e acquisizioni

Una fusione è quando due aziende si uniscono per formare una nuova società. Si verifica un’acquisizione quando un’azienda acquista un’altra attività. La riorganizzazione è necessaria quando si verifica una fusione o un’acquisizione. Quando un’azienda si fonde con un’altra società, le società unite potrebbero dover ristrutturarsi per sviluppare una nuova identità. La nuova attività combinata potrebbe dover licenziare alcuni dipendenti o apportare modifiche alla gestione. Se un’azienda viene acquisita da un’altra società, la ristrutturazione include in genere cambiamenti di personale, gestione e strategia.

 

 

Vantaggi e svantaggi di una ristrutturazione aziendale

Quali sono i reali vantaggi di una riorganizzazione aziendale?

– Guadagni aumentati
– Maggiore efficienza
– Estensione della vita lavorativa
– Strategia migliorata
– Migliori accordi finanziari

Tuttavia è opportuno rilevare anche alcuni svantaggi della riorganizzazione aziendale come la diminuzione del morale dei dipendenti, la confusione dei clienti, una battuta d’arresto dei flussi di cassa.

Proprio come per gli individui, le organizzazioni sperimentano il cambiamento mentre si muovono nel loro percorso di vita. Possono accadere una serie di fatti e accadimenti, ma alla fine le riorganizzazioni aziendali cambiano il modo in cui l’azienda guarda al futuro con l’intento di raggiungere gli obiettivi per crescere nel lungo periodo.

In definitiva, quando una società decide di riorganizzarsi può farlo in modo relativamente diretto, sostanzialmente in due modi: con una trasformazione più complessa nelle operazioni o nel servizio.

Un’azienda può combinare due o più delle sue divisioni per risparmiare capitali o per snellire le attività. Un cambiamento più complesso potrebbe comportare il riorientamento della dichiarazione di intenti dell’azienda, la modifica drastica del suo piano di marketing o addirittura il licenziamento di dipendenti con prestazioni insufficienti.

 

 

Licenziamento per riorganizzazione aziendale

Il licenziamento per riorganizzazione aziendale è una pratica che può accadere. La sentenza n. n. 11465 del 9 luglio 2012 della Suprema Corte di Cassazione legittima il diritto dell’imprenditore di ristrutturare divisioni e uffici, con la conseguente riduzione di personale, purchè sia provata una perdita economica o ci sia un giustificato motivo.

Non è generalmente semplice per l’azienda procedere a licenziamenti di questo tipo senza conseguenze negative (vertenze, ecc.), e anche per questo motivo spesso si assiste a mediazioni con “dimissioni” del dipendente e una indennità di buona uscita.

Talora il licenziamento per riorganizzazione aziendale avvenga, il dipendente può fare richiesta di indennitò di disoccupazione (Naspi), a condizione che il lavoratore subordinato abbia cessato involontariamente il rapporto di lavoro dal 1° maggio 2015.

Alla Naspi non possono accedere dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni, operai agricoli a tempo determinato e indeterminato, lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali resta confermata la specifica normativa; lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato, e lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità, qualora non optino per la NASpI.

 

 

Covid e post-Covid: come riorganizzare le imprese

L’emergenza Covid impone alle aziende nuove intuizioni e visione di mercato. Riorganizzare le imprese all’insegna di innovazione e capacità di adattamento, nei momenti di crisi diventa davvero importante.

Per meglio supportare le PMI durante la pandemia in corso, attraverso misure specifiche, il CFE (Centro per l’imprenditorialità, le PMI, le regioni e le città), organo interno dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha indicato alcune linee guida (scarica il PDF).
Si ritiene da che tali suggerimenti siano utili anche per l’immediato post-Covid, dopo la fine dell’emergenza.

 

 

Conclusioni

Valutare la fattibilità di una ristrutturazione aziendale può portare benefici importanti come il risparmio sui costi per l’azienda, la razionalizzazione della sua gestione, l’apertura di linee di comunicazione e la capacità di posizionare l’azienda verso un percorso di sostenibilità a lungo termine.

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