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La pianificazione strategica aziendale

By 13 Marzo 2021Blog

La pianificazione strategica è lo strumento attraverso il quale l’azienda circoscrive i propri obiettivi, stimando le azioni da intraprendere per conseguirli, le risorse necessarie ed i vantaggi che ne dovrebbero desumere. La pianificazione strategica dell’impresa deve essere periodicamente riesaminata, in conseguenza dei cambiamenti intervenuti nel mercato e nella concorrenza.

L’elemento centrale di un piano strategico è la definizione della “mission aziendale”, che identifica il profilo dell’organizzazione, i suoi clienti, le sue attività e come le svolge, con uno sguardo al futuro. I benefici di una adeguata pianificazione non riguardano soltanto la definizione ed il raggiungimento di obiettivi: una corretta strategia crea chiarezza, allineamento e condivisione di impegno all’interno dell’organizzazione per preparare il futuro dell’azienda. Gli obiettivi da conseguire a lungo termine, infatti, preparano la strada al conseguimento di vantaggi per tutti i portatori di interesse (azionisti, dipendenti, clienti, partner, ecc.).

La pianificazione aziendale strategica non è pertanto una previsione di statistiche sulle performance passate. La pianificazione si avvale di esse, tenendo conto dell’andamento del mercato, al fine di pianificare obiettivi e strategie future.

INDICE
1. Il posizionamento strategico
2. Conoscere i propri interlocutori
3. Valutare il management
4. Coinvolgere gli stakeholder nei meccanismi decisionali dell’azienda
5. Creare coinvolgimento e consapevolezza interna
6. Definire un piano strategico
7. Conclusioni

 

 

Il posizionamento strategico

Il primo grande passo nella pianificazione strategica è la progettazione dell’identità organizzativa dell’azienda. In generale, la cultura rappresenta la risposta alle domande:

– Perché esiste l’impresa?
– Quale è la sua direzione?
– Chi la porterà lì?

Questa fase del piano strategico è sottovalutata da molti manager. Ma è molto importante perché sarà la base degli obiettivi e degli obiettivi definiti nei prossimi passi, oltre a influenzare tutti gli atteggiamenti dell’azienda in futuro.

La pianificazione si lega molto al concetto di strategia. Robert N. Antony, ad esempio, dice che: “La pianificazione strategica è il processo di decisione su gli obiettivi della organizzazione, su i loro cambiamenti, su le risorse da usare per il loro raggiungimento e su le politiche che debbono informare l’acquisizione, l’uso e l’assegnazione di tali risorse”.

Per garantire il pieno raggiungimento di questi obiettivi previsti in fase di pianificazione strategica aziendale è necessario allargare il contesto in cui opera l’organizzazione, inserendo la misurazione di ulteriori fattori di sostenibilità del business come: l’impatto ambientale, il rapporto con i fornitori e clienti, il clima aziendale e il rispetto dei diritti dei lavoratori, la presenza di governance trasparenti.

In sintesi, le aziende devono definire meglio la loro posizione di business competitivo per avere ritorni stabili nel tempo. E per farlo è bene quindi aggiungere ulteriori obiettivi alla lista:

– Creare valore condiviso con tutti gli stakeholder in modo duraturo.
– Misurare le decisioni di business analizzando tutti gli impatti (economici e non) che esse determinano.
– Creare e diffondere consapevolezza negli stakeholder sugli impatti delle decisioni di business.

Partendo dal presupposto che ogni business è contraddistinto da caratteristiche peculiari che devono necessariamente essere misurate e comprese, possiamo comunque identificare alcuni tratti comuni che possono essere il punto di partenza per evolvere le attività di pianificazione strategica e le sue fasi. Eccone di seguito alcuni.

 

 

Conoscere i propri interlocutori

Questo implica la predisposizione di strumenti e procedure per mappare in maniera completa chi sono i portatori di interesse: clienti, fornitori, dipendenti e istituzioni tanto per citare i “classici”. Successivamente si stabilisce con loro una relazione trasparente e onesta per la raccolta sistematica delle informazioni di “performance”. E si predispongono sistemi per la verifica della competitività della proposta di valore, la soddisfazione dei clienti, la qualità del rapporto con i fornitori strategici e il clima aziendale.

 

 

Valutare il management

Un altro importante passo è quello di allargare (o integrare) i fattori di misurazione delle performance dei manager responsabili dell’applicazione delle strategie e del raggiungimento degli obiettivi.
Per esempio, includendo il livello di retention dei clienti, la volatilità e fedeltà dei distributori, il livello di servizio dei partner strategici e delle risorse interne che svolgono funzioni di front-end (es. customer service, vendite e servizio assistenza tecnica).

 

 

Coinvolgere gli stakeholder nei meccanismi decisionali dell’azienda

Questo cambio di paradigma può sembrare di difficile realizzazione vista l’estrema attenzione alla riservatezza che contraddistingue la gestione delle nostre aziende. È però un dato di fatto che le organizzazioni sono misurate anche in base alla loro capacità di saper garantire un posizionamento competitivo solido ed occorre quindi tenere in considerazione i fattori che possono impattare sulla pluralità degli stakeholder. Nella pratica questo può significare che il management si occupi di valutare l’impatto delle decisioni strategiche sui propri stakeholder di riferimento e riporti all’organo decisionale dell’azienda la reale situazione per ognuno di essi.

 

 

Creare coinvolgimento e consapevolezza interna

La solidità della posizione competitiva dell’organizzazione è strettamente legata alla sua capacità di saper affrontare i cambiamenti. A questo proposito, la misurazione del clima organizzativo consente di raccogliere informazioni importanti rispetto a come le persone coinvolte percepiscono il loro ruolo e il significato del lavoro che svolgono, evidenziando come la cultura organizzativa dell’azienda incida sul successo della bottom-line. La pianificazione strategica aziendale nelle sue fasi deve quindi prevedere azioni mirate sui fattori importanti come motivazione, lavoro in team, esecuzione, disponibilità al cambiamento e fiducia.

 

 

Definire un piano strategico: processo e fasi

Piano d’azione, mezzi e budget sono gli elementi chiave per vedere realizzati gli obiettivi strategici aziendali. La pianificazione strategica aiuta il management a definire questi aspetti per rendere gli obiettivi quantificabili e misurabili. Potrebbe interessarti un precedente articolo sulla definizione degli obiettivi. Ma prima di capire quali sono le tecniche per delineare i tuoi obiettivi, è importante comprendere i diversi tipi di processo per rendere la pianificazione davvero efficace. Quelli più comuni sono tre, in base ai periodi di esecuzione:

Pianificazione strategica, permette di trasformare la mission aziendale in obiettivi da raggiungere a lungo termine. Si tratta di una pianificazione fortemente orientata verso il futuro dell’impresa.

Pianificazione tattica, quando gli obiettivi e le azioni si riferiscono a un periodo di medio termine, in genere da uno a cinque anni.

Pianificazione operativa, utilizzata nel caso di obiettivi e azioni da attuare in un periodo molto breve, in genere non superiore a un anno.

Ogni modello si riferisce a tempi di esecuzione diversi, ciascuno con differenti livelli di difficoltà di creazione e applicazione. La pianificazione strategica è quella più complessa poiché si riferisce a strategie e obiettivi futuri da cui dipendono le performance aziendali.

Nel definire questo tipo di pianificazione, le fasi sono le seguenti: fotografia della situazione di partenza e della possibile evoluzione dell’azienda, una compiuta e approfondita swot analysis (punti di forza e debolezza dell’impresa), la definizione degli obiettivi e delle strategie, la stesura, l’approvazione, l’esecuzione ed il monitoraggio del disegno strategico.

 

 

Conclusioni

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